I quattro colori del Cavalier King Charles Spaniel

I quattro colori del Cavalier King Charles Spaniel

di Giulia Bigozzi

Molte sono le domande circa il mantello del Cavalier: tra queste uno dei temi più richiesti è la colorazione del mantello. Il Cavalier può avere quattro colori possibili nel mantello.

Vi riporto la parte dedicata dello standard FCI ( N° 136 / 12.01.2009)

MANTELLO
PELO lungo, serico, senza riccioli. È permessa una leggera ondulazione. Moltissime
frange. Non va assolutamente toelettato.
COLORE i colori riconosciuti sono:

cavalier king black and tanBlack and Tan

 nero corvino con focature sopra gli occhi, sulle guance,
nella parte interna degli orecchi, sul petto e arti e la parte inferiore della
coda. Il color fuoco deve essere brillante. Macchie bianche indesiderabili.

cavalier king rubyRuby

(rubino). Monocolore rosso intenso. Macchie bianche indesiderabili.

cavalier king blenheimBlenheim

 macchie castano intenso ben separate su sfondo bianco perla.
Macchie equamente divise sulla testa, lasciando lo spazio fra gli orecchi
per una macchia a losanga molto apprezzata (caratteristica unica della
razza)

 

Tricolore

 nero e bianco ben distribuiti, divisi, con focature sugli occhi,
guance, interno degli orecchi e delle gambe, e sulla parte inferiore della
coda.
Qualsiasi altro colore o combinazione di colori è altamente indesiderabile.

Considerazioni

Come vediamo sono quattro le colorazioni riconosciute. Il colore blenheim è sicuramente il più diffuso sul territorio italiano.cavalier king colori

C’è chi si chiede se ci siano cambiamenti legati al carattere tra i vari colori: nonostante ci sia una leggenda (puramente metropolitana) legata al fatto che i colori rubino e nero focato abbiano caratteri più peperini, chiedendo ai vari proprietari, si giunge alla conclusione che così non è, ma che come sempre il carattere non sia altro che un mix soggettivo derivante dai geni e dall’esperienza, indipendente dal colore.

Prima della nascita dei cuccioli si conosce già (o comunque è prevedibile) il tipo di colorazione che essi avranno, questo perché il colore del manto è di tipo ereditario.

Inoltre si è soliti a fare accoppiamenti tipici, che vi riporto qui sotto con i rispettivi colori della prole (b&t: black and tan).

blenheim x blenheim: blenheim

blenheim x tricolore: blenheim + tricolore

tricolore x tricolore: blenheim + tricolore

ruby x ruby: ruby

b&t x ruby : ruby + b&t

b&t x b&t : ruby + b&t

Questi accoppiamenti sono appunti i ‘classici’ utilizzati per i nostri amici dalle lunghe orecchie, ma non ci sono in realtà vincoli indicati dagli enti ufficiali, come accade in altre razze.

L’indicazione di questo specchietto è legata al fatto che accoppiare cani con colori solidi (ruby e b&t) con bicolori (blenheim ) e tricolori può far sì che nascano cuccioli con colori solidi con vistose macchie bianche o blenheim o tricolori simili al colore ‘roano’ dei cocker, ovvero caratterizzati da un manto puntinato. Questo difetto non crea assolutamente alcun tipo di problematica di salute al cane, semplicemente non è apprezzato perché nello standard originale si afferma che in ruby e black e tan le macchie bianche sono indesiderabili.

L’utilizzo di accoppiamenti non tradizionali è stato per tanto tempo mal visto da molti, ma è anche vero che se questo è utile a migliorare la variabilità genetica della razza non è una pratica da escludere totalmente, a patto che sia praticata da chi conosce bene il pedigree dei due riproduttori.

Da alcuni anni negli Stati Uniti è possibile vedere colorazioni non riconosciute, come tricolor chocolate o total black o altre colorazioni anomale. Probabilmente la loro origine è legata a  una mutazione spontanea, che è stata poi selezioanata da pochi allevamenti e portata avanti nel tempo sfruttando l’idea di avere un cane ‘diverso dagli altri’ ,’unico’. Non si tratta di cani con particolari pregi morfologici e per lo più non sono riconosciuti da nessun ente cinofilo, compreso quello statunitense. Non sappiamo se la selezione di questi determinati colori possa portare anche ad altre problematiche, specialemente se questa viene fatta in modo stretto. Non si può ritenere che selezionare ulteriori colori oltre i quattro riconosciuti, almeno per il momento, sia una soluzione utile ad ampliare il pool genetico.

 

Nelle foto indicative sui quattro colori vedete i cani di : Pamela Paonessa, Natalia Leiva, Gisella Maraschio, Ida Varrica.

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About Giulia

Ho conosciuto il Cavalier King Charles Spaniel quando avevo 10 anni e da allora la mia passione per questi cani è cresciuta esponenzialmente. Frequento l'ambiente cinofilo da quando ero adolescente. Mi sono laureata in scienze delle produzioni animali, alimentando la mia passione per il mondo dell'allevamento canino.

Un commento

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