Il King Charles Spaniel descritto da PP Condò per ‘i nostri cani’

IL KING CHARLES SPANIEL   , ‘cugino’ del Cavalier

(in foto Fradiavolo de la Bascka di Eleonora Demi)

Fradiavolo de la Bascka di Eleonora Demi

Il Cavalier King Charles Spaniel ed il King Charles Spaniel sono due razze differenti,anche se condividono le stesse origini ed hanno punti in comune con lo standard…

Pietro Condò scrive del King su I nostri cani,rivista ufficiale dell’enci. Purtroppo ad oggi (Dicembre 2014) il link in cui abbiamo trovato l’articolo non è più attivo, quindi non possiamo fare altro che citare l’autore e la rivista di pubblicazione.

I Cavalier King Charles Spaniel e i King Charles Spaniel, che talvolta troverete indicati anche come Epagneul nani da compagnia o Spaniel inglesi, sono due nobili razze ben distinte l’una dall’altra che, purtroppo, sono spesso confuse con leggerezza.
Vorrei, dunque, partire proprio facendo chiarezza tra le due razze per poi approfondire alcuni aspetti legati al King Charles Spaniel: il meno diffuso tra i due spaniel inglesi da compagnia.
Le due razze hanno in comune i 4 colori: blenheim, tricolore, ruby e nero focato. Il Cavalier King Charles Spaniel (CKCS) è contraddistinto dallo standard FCI 136. Un po’ più grande del King Charles, ha muso più lungo (rapporto cranio muso 2/1) e cranio quasi piatto. Osservando due cani di alto valore rappresentativo appartenenti alle due razze, noteremo che il Cavalier è leggermente più allungato nel tronco con siluette più elegante, senza comunque essere un cane lungo di tronco.
Queste sono le sostanziali diversità tra le due razze che sono state selezionate, a differenza di altre, fin dall’inizio come razze da compagnia e da conforto. Ma non solo: questi animali erano utilizzati anche come mezzi di riscaldamento e per la raccolta di parassiti nelle case dei nobili che un tempo erano gli unici privilegiati a godere della presenza di queste razze. Dopo che il cane aveva accumulato una “adeguata” quantità di parassiti, questi ultimi venivano affrontati con accurati lavaggi: questa procedura permetteva di rendere più sopportabile la presenza dei parassiti esterni presenti anche nei lussuosi palazzi e castelli (parliamo di qualche secolo fa). È in questo contesto che vengono fissate le due razze che trovano una loro definizione nel 1986.
Il King Charles Spaniel è descritto dallo Standard FCI N° 128 del 28.11.2003. Chi è questo cagnolino dal nome corto (è comunemente indicato come “King”) e dal muso ancora più corto? È un piccolo Spaniel dal cranio bombato, con orecchie inserite basse, quasi ad esaltare la cupola del cranio che le sovrasta. Gli assi cranio facciali sono il classico esempio di una biconvergenza, a differenza di quelli paralleli del CKCS. Gli occhi sono grandi, rotondi e scuri: unitamente alle altre caratteristiche della faccia conferiscono al King un’espressione quasi umana. Si tratta di un’espressione comune a molte razze da compagnia che è stata volutamente ottenuta nel corso dei processi selettivi che hanno accompagnato l’evoluzione di queste razze. Lo sguardo quasi umano, infatti, accentua il senso di compagnia che il piccolo cane trasmette.

E’ essenziale che le nari siano bene aperte: siamo di fronte a una di quelle razze in cui l’estremizzazione delle caratteristiche non deve inficiare la salute del cane: il King Charles Spaniel ha nari larghe e ben aperte con tartufo grande e leggermente retroussè. La mascella inferiore deve essere larga e forte, deve rimontare verso l’alto, l’arcata degli incisivi inferiori contiene quella superiore, il prognatismo è un difetto per il Cavalier KCS ma una qualità richiesta per il King Charles Spaniel. A questo proposito è interessante rilevare che gli allevatori amanti della razza lottano da anni per mantenere/ottenere bocche ampie, con fauci forti e dentatura completa: in qualità di allevatore di questa razza vi assicuro che non è facile ottenere tutto questo e mantenere il giusto prognatismo. Solitamente, ma fortunatamente non è la regola, i King con belle teste fanno difetto nelle strutture e, al contrario, i soggetti dotati di quel tronco superbo che ogni allevatore persegue quando programma un accoppiamento, presentano teste mediocri. Questo lo posso asserire dopo anni vissuti a stretto contatto con i King e dopo aver conosciuto diversi allevatori amanti della razza. Il tronco deve essere compatto, lasciatemi dire very cobby: stiamo
o non stiamo parlando di King Charles Spaniel? Chi li ama certo mi capirà! La linea dorsale è rettilinea. E la coda? Direi serenamente integra! Da tempo, infatti, le code non vengono più tagliate e non mi porrei troppe domande in proposito. Sebbene sia stata usanza accorciarle di un terzo, di fatto, negli ultimi anni, la procedura del taglio veniva eseguita solo in presenza di stravaganti torsioni della coda. Il torace è capiente e ben cerchiato, gli angoli negli arti sono ben definiti. Nella razza è presente un’alta incidenza di displasia della rotula e c’è la possibilità di trovare soggetti con dita saldate tra di loro. Il mantello nel King è frequentemente più arricciato che nel cavalier: non che gli allevatori ne gioiscano, ma dato il minor numero di nascite e, quindi, le minori possibilità di selezione, questo aspetto è passato in secondo piano rispetto ad altre criticità di maggior peso. È infatti da sapere che nel King esiste una certa rilevanza di cuccioli con anomalie. Un grande appassionato della razza è stato Massimo Rebonato che, collaborando con mia moglie, si è speso enormemente per l’introduzione del King in Italia. Ho visto decine di cucciolate tra Comte d’Eau e Castel Gavone con risultati entusiasmanti, ma ho anche visto molti cuccioli nascere con anomalie gravi, quali spina bifida e deformazioni a livello della faccia paragonabili a quelle del gatto persiano. Relativamente a queste ultime problematiche Rebonato, giudice ed allevatore di gatti persiani, ci ha trasmesso esperienze e competenze maturate con i felini che si sono rivelate molto utili anche sui King.
A oggi le sostanziali deviazioni dal King Charles Spaniel ideale sono: crani piatti, occhi chiari, dorsali arcuate, code inserite basse, toraci carenati ed arti deviati e, soprattutto, soggetti gracili. Quale sarà il futuro del King? A mio avviso è fondamentale ridare ossatura e sostanza alla razza, anche a discapito della taglia: Ganimede, soggetto allevato da Rebonato e portato a più campionati dalla signora Eleonora Demi, è stato un soggetto di rilievo seppur di forte ossatura e taglia, soggetto che ha dato un’impronta alla sua discendenza. Ritengo che se il King di oggi riuscirà a prendere sostanza e carattere (altra lacuna che possiamo riscontrare spesso) potremo gettare solide basi per il domani di questa razza che non deve scomparire come purtroppo può succedere anche ad altre razze da compagnia. È innegabile, infatti, che diverse razze stiano a poco a poco svanendo dal nostro mondo: razze difficili, con problematiche anche importanti, che sopravvivono grazie a chi non fa nascere cuccioli “da vendere” ma per il gusto di dedicarsi ad una razza quasi sconosciuta, salvaguardandola, divulgandola, e… proteggendola. Cinofili veri, ai quali va un grazie, e l’incoraggiamento ad occuparsi anche di lui: il King Charles Spaniel. LINK DEL’ARTICOLO

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