Conduzione al guinzaglio

Andare al guinzaglio: la conduzione

Scritto da Giulia Bigozzi

cavalier king al guinzaglio

Kiki

Attenzione: è ovvio che non dovete usare alcun metodo coercitivo!

Siamo molto abituati da sempre a vedere cani al guinzaglio e anzi ci infastidiamo se vediamo cani liberi di girovagare. Il cane accetta di buon grado (di norma) l’uso del guinzaglio e spesso è necessario per la sua sicurezza (e quella degli altri), ma non pensiate che per il cane non sia una limitazione. Basti pensare al fatto che il cane è un animale che parla col corpo, oltre a questo esplora l’ambiente con l’olfatto e il guinzaglio impedisce spesso tutto questo.

In base a questo cercate sempre l’opportunità di sciogliere i vostri cani e dare loro la possibilità di esplorare l’ambiente, ovviamente una volta assicuratosi di essere in zone adatte e sicure.

La condotta al guinzaglio è sempre un problema del neo (o anche no) proprietario. Il cane tende a tirare oppure vuole andare in una direzione opposta alla nostra, ma perché ?

Capire le cause di un problema è sempre il primo passo per risolverlo: una delle cause può essere che il cane percepisce che il proprietario è compiaciuto da questo comportamento (ad esempio tirando il cane dalla parte opposta) o ancora l’ansia e l’agitazione (espressa anche vocalmente) diventano per il cane segno di qualcosa di negativo o magari l’esercizio fisico che fa quotidianamente è insufficiente alle necessità.

Ora vediamo come comportarsi:

Innanzitutto il guinzaglio deve essere inteso come unprolungamento della nostra mano, quindi una sorta di mezzo per ‘indirizzare’ il cane, senza restrizioni, né metodi coercitivi. (quindi non colpire anche per gioco il cane col guinzaglio, non farglielo mordere..insomma niente di ciò che fareste con le vostre mani!). E’ importante avere un atteggiamento rilassato soprattutto nelle braccia e nelle mani e quindi tenere il guinzaglio più possibile morbido. Il nostro corpo è la migliore guida del nostro cane, anche per indicare la direzione fisica da prendere.

Se il cane tira e il padrone asseconda il suo tirare per associazione positiva il cane tenderà a continuare a esprimere questo comportamento dato che già una volta (o più) ha ottenuto buoni risultati).

Le prime volte che portiamo a spasso il cucciolo dobbiamo prendere questi momenti come sessioni di educazione, questo vuol dire che non devono essere troppo prolungate del tempo e che il cane dovrà associarle a un momento piacevole.

Potremmo decidere di iniziare la ‘sessione al guinzaglio’ sempre alla stessa ora durante la giornata (anche più volte al giorno) che poi magari manterremo (più o meno) nel corso del tempo.

Il momento al guinzaglio dovrà essere un momento positivo per il cane, se il cane ha un buon ricordo del momento al guinzaglio inizierà a fare una serie di associazioni che lo indirizzeranno al comportamento da attuare al momento.

Se il cane durante il giorno porta un collarino, al momento dell’uscita lo si cambia, o gli si mette una pettorina (rigorosamente a H! non vogliamo rovinare i gomiti del nostro cucciolo.), questo ‘cambio d’abito’ è la prima cosa che il cane assocerà al momento successivo. Oltre a questo il cane sarà avvertito anche da dei nostri segnali inconsci che potranno essere indossare un particolare abbigliamento che riserviamo all’uscita col cane, prendere i sacchettini e via dicendo…

Una volta rispettata la routine a cui stiamo preparando il cucciolo bisogna ricordarsi i bocconcini per premiarlo, è inoltre necessario che il cane sia tranquillo, quindi magari lo si fa un po’ ‘scaricare’ prima con una sessione di gioco intenso.

Il cane è tranquillo, è pronto ad uscire e noi con lui.

Se tira…

La situazione di conduzione ideale è quella del ‘guinzaglio molle’ e non in tensione. Se il cane tira ci si ferma ,si chiama il cane (si può chiamare, chiedere il comando ‘seduto’ se il cane lo conosce e ovviamente premiarlo), una volta che il guinzaglio diventa morbido e si può riniziare a camminare premiando via via i comportamenti positivi. Ovviamente deve essere un lavoro costante e non di un solo giorno, meglio ancora sarebbe creare una routine di comportamenti positivi nel cucciolo così che in età adulta non dia problemi.

In generale comunque se riusciamo a capire bene la causa della problematica sarà anche più facile risolverla.

cavalier king al guinzaglio lilli

…e poi c’è chi ha il problema inverso come Lilli

che preferisce dormire invece che andare a passeggio!

 

 

 

sitografia e altre info

Pet ethology

Uomini e cani

 

 

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