Il cavalier non è un cane per femminucce, Andrea Sabbatini per TIPRESENTOILCANE

cav1di ANDREA SABBATINI –  Il problema riguarda quelli che, come me, fanno parte della categoria dilettanti allo sbaraglio e ovviamente farà storcere il naso a tutti i Cinofili con la “C” maiuscola: ma sono sicuro che ai diversi cinomuniti di sesso maschile, che hanno “assecondato” o che “asseconderanno” la scelta del cane di famiglia fatta da moglie e figlia, non dispiacerà questa mia divagazione tra il serio e il faceto.
Inizio col dire che se ci si orienta verso le razze tutelate dal Club Cani da Compagnia è innegabile che esista un problema di genere. Questo tipo di cani è prediletto dal  genere femminile e molto meno dai maschietti, che pensano “che l’omo a ’dda puzzà”.
Razze a cui, salvo rare eccezioni (bouledogue francese, boston terrier), non si negano fiocchetti colorati, pettorine sfarzose e toelette improbabili.
In effetti il mio “cane nel cassetto” era ed è il Dobermann (con orecchie e coda tagliate perché così ha un aspetto più  cattivo) e invece mi ritrovo con un simil peluche, il Cavalier King Charles Spaniel.
Che devi fare, viviamo in appartamento, deve essere un cane piccolo,  che si affezioni a tutta la famiglia, che non sia irruento con i bambini quando gioca, deve piacere a tua figlia e non a te, è il primo cane per tutti noi e bla bla bla… OK, mi arrendo e Cavalier King sia.

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